Non è quell’Alice
Marzo 25th, 2010 by femminilesingolareSarà che al cinema ormai mi viene istintivo tifare per il “cattivo”, sarà che nella scelta tra i due colori non ho dubbi…ma diciamolo pure: la Regina Rossa aveva ragione e la Regina Bianca…tagliaaaatele la testa!!!
Abbiamo amato quell’Alice annoiata dall’educazione aristocratica, Alice curiosa fino a farsi male, Alice che si tuffa a capofitto nella tana del Bianconiglio. Il viaggio di Alice alla scoperta della propria identità passa, nel racconto di Carroll e anche del magnifico cartone anni 50, attraverso disperazione, paura, derisione, profondi conflitti interiori. Talvolta Alice è troppo grande per affrontare le situazioni che le si presentano, altre volte troppo piccola: il senso di inadeguatezza, la solitudine, la paura di un mondo sconosciuto la portano quasi ad annegare nel mare delle sue stesse lacrime. Ma Alice è coraggiosa e trova ben presto la sua dimensione, le sue molte dimensioni: tutte quelle che servono per affrontare il mondo a testa alta. La sua è la terribile scoperta dell’ inquietante meraviglia del mondo. Se le strade che si diramano lungo il suo cammino sono molteplici, non esiste tuttavia quella “giusta”: imboccane una e vai, Alice! Sembra dire lo Stregatto…
Uscita dal cinema dopo aver visto Alice di Tim Burton ho commentato: “che delusione, forse c’è troppa… Disney”. Ma forse avrei dovuto dire troppa Hollywood, o meglio ancora, più semplicemente, troppo conformismo americano.
C’era davvero bisogno di un’altra paladina dell’ordine precostituito, un’altra eroina fantasy che uccide il drago e tutti vissero felici e contenti? Dov’è finita l’Alice lisergica che aspira domande fumose e mangiando un fungo affronta i suoi mostri?
Quello di Alice in Tim Burton’s è un destino già scritto: sconfiggere la Regina Rossa e il suo paladino (del male), affinchè la corona sia restituita alla legittima erede, la Regina Bianca, giovane e bella fanciulla non proprio intelligente.
La Regina Rossa, neanche a dirlo, è brutta e cattiva, rappresentata con una testa fuori misura e quindi evidentemente non conforme a quanto ci si debba aspettare da una regina. Dispotica e crudele, la Regina Rossa è temuta, odiata e derisa da tutti gli abitanti di Sottomondo. Non fu amata neanche dai suoi genitori, i quali le preferivano la sorella minore, la Regina Bianca, per il suo “bel visino”. “Tagliaaatele la testa!” sarà il grido di vendetta del diverso, dell’escluso. Ma non c’è corona nè cappello che si adattino a quella testa enorme, non resta dunque che esiliarla dal Sottomondo, confinandola ai margini di un’esistenza finalmente “normale”.
E Alice? Aveva ragione il ghiro: “non è quell’Alice!”. La nostra Alice ha molto più di 3 dimensioni.



