Profilo

Nicklonda

Un altro nuovo blog nel territorio di BlooMap.

Basic

Ruolo Creativo

Competenze

Musicista
Scrittore/scrittrice (narrativa, poesia, saggistica, blog, ecc.)
Arti visive (pittura, scultura, fotografia, scenografia)
Batterista è chi batterista fa!


Blog

mr.rain consciousness

Agosto 27th, 2008 by nicklonda

Fratello Sole, Sorella… Una.

“L’amore, nei suoi due aspetti di sentimento e sessualità, è essenzialmente l’espressione del bisogno dell’essere umano di mitigare la sua solitudine.”
Questo significa solo una cosa: quando ti masturbi sei all’apice della tua emarginazione sociale. In balia delle più perverse fantasie ti trovi sbattuto tra il Nirvana di Salvatores e il pessimismo di Schopenauer: la vita è un pendolo, il tuo.
L’amore da sempre è alla base della vita, come narrava quella simpatica canzone per bambini “per fare l’albero ci vuole il seme”, così l’amore è in ogni cosa, è davanti ai nostri occhi ed ora si trova esattamente dietro di te.
Un gioco di luci riflesse sui piccoli cocci del vetro della navata principale di Notre Dame la seduzione e la fiamma della candela sull’altare la tentabile volontà e così il Profumo di Suskind si disperde avvolgendo le panche di folle passione.
In un Cesto una bambina.

“La TV sul telefonino?! Questo non è progresso tecnologico.”

Agosto 27th, 2008 by nicklonda

Contea di Gallo – orario imprecisato di una domenica pomeriggio come altre

“La TV sul telefonino? Questo non è progresso tecnologico.” Sono ormai un paio di settimane che mi frulla in testa questa affermazione e ogni volta che cerco di trovarne un’interpretazione razionale giungo sempre alla stessa conclusione: ma che minchia me ne faccio della TV sul telefonino?
Cerco quindi di imboccare la strada del metafisico giungendo quasi a lambire le sconfinate lande dell’esoterico tuttavia la conclusione pare rimanere la medesima.
Con cipiglio ardito allora mi reco in un grande negozio che distribuisce le migliori marche di televisori e senza badare agli invitanti cartelli “SALDI” caparbiamente incollati alle vetrine di un sexy shop lì accanto, mi dirigo verso il mio reparto preferito “HOME THEATRE VIDEO”. L’esaltazione dell’immagine, i pixel in quegli schermi sono più pompati di Arnol quando vinse Mr.Universo è come se li vedessi fare gestacci a quelle tivuacce in bianco e nero con i loro pixel vecchi e magrini: ogni pixel che compone quegli schermi si sente uno sborone! E io rimango estasiato da quella dimostrazione di potenza: dei colori si notano tutte le sfumature, pure io che sono daltonico riesco chiaramente a distinguere le tonalità, la definizione dell’immagine è talmente precisa e ingrandita che le antenne degli insetti sembrano i ripetitori di Radio Maria. Amen. Ormai sono attonito, l’immagine mi ha rapito, una proiezione mentale del mio io digitale (che chiameremo per gli addetti ai lavori Neo) fluttua nell’aria sottoforma di onde video: sono parte del tutto finchè non accade l’irreparabile. Il pensiero torna vivido alla mente cancella la proiezione di me all’infinito rigettando i super pixel turbo cazzo power nella loro dimensione richiudendoli dietro la fine lastra di vetro mentre i pixel delle tivuacce in bianco e nero salutano l’arrivo del pensiero tremendo come gli oppressi salutarono la giunta del liberatore. E’ l’inizio della fine. “La TV sul telefonino? Questo non è progresso tecnologico.”
Mi faccio largo tra gli zombie che affollano le corsie del grande negozio fino al reparto “TELEFONIA MOBILE” dove con lo sguardo rapido scorro gli articoli nella vetrina fino a trovare “il pomo d’oro”. Afferro il telefonino e corro nuovamente verso il reparto precedente inseguito dai guardiani del tempio. Mi fermo davanti al grande schermo stringendo nel pugno il telefono mentre lo sguardo lento scorre tra quello e l’agglomerato di pixel dopati.

Mi trovo nel bel mezzo del progresso e mi sento a disagio perchè non comprendo in che modo questi due strumenti possano farmi progredire e questa condizione di non consapevolezza mi disagia ancora di più perchè comprendo come ancora non abbia scelto dove stare. E’ un fetente limbo fatto di compromessi che attinge da un mondo lento, fatto di piccole cose e dall’altro avido e continua corsa animato da una costante insoddisfazione del posseduto. La rivisitazione non è progresso ma un ridipingere con tonalità più accattivanti una situazione stagnante.


Riconsegno il telefonino nelle mani di uno dei guardiani e mi volto un’ultima volta verso i super pixel poi esco in strada: chissà prima o poi riusciranno a farmi fare una telefonata con quel maxi schermo!

mr.rain consciousness

Agosto 27th, 2008 by nicklonda

Un Folle e un Angelo senz’ali.

[Una figura avvolta in uno scuro mantello consunto dorme sdraiata sul bordo del palco quando d'un tratto una voce la sveglia]

<La figura si desta lentamente, portandosi a sedere sul bordo del palco, biascicando qualcosa, mentre alzando le braccia verso l’alto
per stirarsi lascia sfilare il mantello lungo la schiena. Solo ora si accorge delle persone presenti nella platea e rimane un momento
in quella posizione con le braccia alzate e la schiena leggermente inarcata all’indietro con la bocca leggermente aperta in un sonoro
sbadiglio. Solo gli occhi scorrono rapidi sulla platea.>

Narratore: Hamlot…

<La figura si lascia cadere all’indietro rotolando sulla schiena e mettendosi in piedi cercando di ricomporsi in fretta. Un leggero colpo
di tosse a rischiarare la voce il cui timbro è modulato dal sonno, iniziando poi a recitare.>

Narratore: Signore e Signori della platea, benvenuti al Teatro del Giglio che di tutti i mali è la panacea e poc’anzi un ottimo
giaciglio.

<La figura cammina avanti e indietro per il palco. I suoi abiti logori si contrappongono al forbito e delicato parlare. Ad ogni gesto
una sottile nuvola di polvere si alza dai suoi abiti, tuttavia il pubblico pare non dare importanza alle condizioni dei suoi abiti
poichè rapito dalle sue parole>

Narratore: Siamo qui tutti riuniti per ascoltare una storia che non parla d’antichi miti e tanto meno d’immortale gloria!
Assisterete tra pochi istanti ad un incontro un poco strano: ora posso dir che sono distanti ma andar oltre sarebbe vano.

<Si avvicina ora al bordo del palco muovendo un passo nel vuoto per poi riavvicinare il piede all’altro fermo sul bordo. Muove il braccio
destro all’indietro a disegnare un semicerchio in direzione delle quinte ruotando così il busto in quella direzione mentre l’indice
della mano sinistra s’avvicina alle labbra, apprestandosi a concludere il suo narrare.>

Narratore: Silenzio ora, taccia l’ingegno, non più oltre andrò a cantare e che il mio narrar sia stato degno del più sopraffino recitare.

<Terminate le parole siede nuovamente sul bordo del palco lasciandosi cadere sulla destra, sdraiato come in precedenza, cade
addormentato>

[Intanto si apre il sipario. Un muro divide il palco a metà, da una parte Il Folle dall'altra l'Angelo senz'ali. I due parlano
attraverso il muro.]

Folle: Io trovo più soddisfazione nelle mie parole che in tutto l`oro di questo mondo,
che tutto l`oro di questo mondo non vale un singolo verso della mia arte.
Come i vostri sentimenti non hanno valore, non si posso comprare, ma io li posso scrivere e voi vi potete innamorare.
Non potrete mai essere sicura che il vostro amante vi ami davvero, mentre delle parole di un folle vi potete fidare,
poichè son dettate dall`irrazionale che non conosce menzogne.

Angelo senz’ali: Abbracciare la propria Arte porta sempre soddisfazioni! Fidarmi degli scritti di un Folle?
Innamorarmi di versi ben fatti? Non mi è mai successo e poi le parole ben composte sono solite toccar dentro
anche le persone estranee… e allor mi chiedo perchè scegliere di innamorarsi di versi che si devono dividere con molti?

Folle: Io vi sto proponendo dei versi solo vostri, sospesi nel tempo, tra ciò che è e ciò che potrebbe essere.
Riflettete mia spinosa rosa, mio angelo senz’ali, che il domani è rapido a giungere e lo stesso fiore che sboccia oggi,
domani appassirà.

Angelo senz’ali: Non so perchè ma le ultime vostre parole mi suonano come minaccia,
ma non importa i fiori secchi sono belli e durano di certo piu` a lungo di quelli appena sbocciati,
sempre se ben conservati, e le spine restano lo stesso appuntite.
Dei versi solo miei? Non mi basterebbero e non vi permetterei di usare le vostre parole con altri.
Capricciosa ed Egoista, me ne vanto! E sapendo che le mie richieste sono impossibili e improponibili corro sempre piu` velocemente,
aspettando, ma senza troppa speranza, chi con la faccia tosta un giorno riuscirà a farmi star ferma.
Vi portate come marchio un mio ricordo è cosa preziosa.

[il Folle si guarda la mano destra sfregiata sospirando]

Folle: E come si incatena il vento?
Con che coraggio si possono spezzare le ali ad un passero? Che altro non siete che fiera spaventata che graffia e morde e fugge.
Non necessitate di qualcuno che vi domi o vi trattenga, solo di qualcuno che ampli i vostri orizzonti,
che tramuti la vostra gabbia in una distesa verde nella quale scorazzare.
Voi siete la libertà e io sono le vostre ali, voi la voglia di librarvi in volo, io la mano che può spingervi tra le stelle.
Del vostro dono farò tesoro, l’avete inciso sulla mano che crea, dando nuova passione al mio mondo.

[il Folle alza la mano destra al cielo guardandola]

Angelo senz’ali: Bisogna però fermarsi per ritrovare le forze, non sono immortale e ho i difetti che la mia razza impone.
Il vento taglia e accarezza, dipende dalla stagione, e che senso avrebbe la vita senza freni, senza ostacoli.
Se fossi sempre libera non avrei motivo di graffiare e accarezzare.

[cammina avanti verso la fine del palco verso la platea]

Sono prigioniera della mia Arte e scappo per trovare un altro intoppo, un’ altra soddisfazione, un altro peccato avverato,
per poi tornare a scappare sempre più lesta.
E non è bello scoprire che non vi è nessuno che corre piu` di te, che ti frena che non ti permette di essere competitiva.

[il Folle volge lo sguardo in un punto impreciso della platea]

Folle: Interpretate male le mie parole… ciò che mi attrae di voi,
ciò che rende schiava la mia mente è questo vostro essere sfuggente ma mai superficiale,
la vostra crudeltà nell`esprimere la dolcezza che alberga nel profondo del vostro cuore…
quale miglior avversario che un`improvvisatore,
cosa potreste desiderare di più dalla sorte se non sfidare colui che può creare con le parole le grandi ombre che vi rendono così
sfuggente? Se sarete capace di prendere me,
non dovrete temere più nulla, perchè io sarò al vostro fianco a creare sempre nuove ombre in cui celarvi…

[il Folle si volta verso il muro che li divide attendendo una risposta dell'Angelo senz'ali]

Angelo senz’ali:Le Vostre proposte sono allettanti ma restano sempre scritte su pergamena ed io non mi fido.

[l'Angelo senz'ali si avvicina al muro portando una mano a prendere fuori dalle tasche delle pergamene]

Parlare con dei fogli senza scrutarvi in volto.

[l'Angelo senz'ali stringe il pugno, stropicciando le pergamene]

… accettare proposte senza nemmeno ricordarmi di che razza siete,
non vi sembra tutto molto campato in aria?

[l'Angelo senz'ali getta a terra le pergamene stropicciate]

Senza toccar con mano tesori non si prendono, senza scrutar l`avversario,
mosse non si possono prevedere.

[l'Angelo senz'ali si allontana dal muro dandogli le spalle, mentre il Folle si avvicina al muro]

Folle: Non c’è nulla nel mio viso, che la mia penna non sia in grado di descrivere, non v’è nulla in me che i vostri grandi occhi
non abbiano già visto durante la vostra vita. Io non sono nulla, sono semplicemente ciò che decido di essere, giorno per giorno.
I miei sogni e le mie speranze, i miei amori e i dispiaceri, non sono altro che illusioni create dalla mia penna per dare un senso a
questa mia esistenza. Ed ora ho scelto di amarvi.

[le ultime parole del Folle sono quasi sussurrate per poi aprirsi in un impeto ricominciando a parlare quasi urlando]

Avete il coraggio di distruggere queste mura che ci dividono, affrontereste un mondo in
cui tutto è precario solo per amore?

[Batte contro il muro che li separa, tornando con un filo di voce a pronunciare le ultime parole]

Io ho scelto di amarvi.

[l'Angelo senz'ali calcia il muro che crolla ]

[il Folle indietreggia ]

Angelo: Eccoci ora, faccia a faccia con quello che siamo.

[Si guardano negli occhi senza pronunciare alcuna parola]

Folle: Voi cosa siete?

Angelo senz’ali: Ombra.

Folle: Siete luce.

Angelo senz’ali: Sono tempesta.

Folle: Siete il vento che gonfia le mie vele.

Angelo senz’ali: Sono dolore.

Folle: Siete passione.

[ Il Folle si avvicina per baciarla, lei indietreggia ]

Folle: Cosa temete?

Angelo senz’ali: Il domani.

[il Folle si avvicina nuovamente a lei]

Folle: Il domani è un’effimera previsione, una proiezione di noi stessi all’infinito… questo volete? L’infinito?

[l'Angelo senz'ali si volta dandogli le spalle e abbracciandosi con le proprie braccia]

Angelo senz’ali: Voi, la vostra Arte, la vostra precaria situazione… questo vostro essere mi ucciderà, lo sta già facendo.

[l'Angelo senz'ali siede su ciò che rimane del muro infranto massaggiandosi lentamente le spalle con le proprie mani. Riprende poi a
parlare con tono rassegnato]

Angelo senz’ali: Ogni vostra parola entra nelle mie carni con lo stesso impeto d’un pugnale e affonda tracotante di piacere con la stessa
semplicità con cui un chiodo trafigge una mela. E ad ogni vostro passaggio lasciate in me un vuoto incolmabile.

[L'Angelo senz'ali si volta verso il Folle, dagli occhi una lacrima scende sul volto, si rivolge al Folle supplicante]

Angelo senz’ali: Vi prego… andatevene, uscite dalla mia vita.

Folle: Ma…

[L'Angelo senz'ali lo interrompe e continua sempre in tono supplichevole]

Angelo senz’ali: Andatevene, andatevene, andatevene…


Opera incompiuta come il novantotto percento di quello che inizio. In questo caso per mancanza di tempo o forse il tempo è soltanto un alibi, forse non avevo più voglia di scrivere.

A volte penso che se avessi modo di registrare i pensieri di tutti i giorni verrebbe fuori un bel film.

mr.rain consciousness

Agosto 27th, 2008 by nicklonda

E ho provato sai
a disegnare un respiro,
senza riuscirvi mai,
anche per questo t’ammiro.

Ho cercato un pretesto
per sfuggire alla vita,
come tutto del resto,
m’è passato tra le dita.

E sdraiato sul fondo
sono rimasto a guardare
quel mio tenero mondo
che lasciavo scappare.

Oriente e occidente,
sei l’alba e il tramonto,
un ghigno suadente
e la fine del racconto.

mr.rain consciousness

Agosto 27th, 2008 by nicklonda

Tulipani

Nel profondo del mio cuore
ho trovato del sentimento
come neve non fa rumore
ed è leggero come il vento.

Io non saprei descrivere
due amanti che forma hanno
e posso solo sorridere
a ciò che in segreto si danno.

Mi chino, e ne colgo uno,
il suo colore intrigante
poi vicin ne scorgo un altro
c’ha  un odore inebriante.

Li avvicino, sembran danzare
con gli steli lor avvinghiati,
terminato il loro cercare,
finalmente si son trovati.

Corpi si plasman dagli steli
di uomo e donna appassionati
a celarli non vi son veli
ma effusion di innamorati.

Rimasi un momento a guardare
quei tulipani, col cuore,
dentro di me, amo pensare
che anche loro faccian l’amore.