Alla Sapienza studenti preparano l’autoriforma
| 2008-11-15 20:51 ANSA |
| ROMA – All’indomani della grande manifestazione che ha portato a Roma 200 mila studenti, in mille sono rimasti oggi nella maggiore università della capitale, La Sapienza, per un’assemblea nazionale che si protrarrà fino a domani e che, almeno nelle intenzioni, disegnerà la loro “autoriforma” da contrapporre al progetto del ministro dell’istruzione. Mariastella Gelmini, dal canto suo, pur dicendosi dalla parte dei giovani, ribadisce che “il diritto di studio non si attua con l’università sotto casa”.
La notte è passata tranquillamente, tra divertimento e musica, per gli studenti, un migliaio, che hanno dormito nel sacco a pelo nelle aule occupate di alcuni dipartimenti e facoltà dell’ateneo romano, organizzato per accogliere l’evento e i tanti partecipanti: ai ragazzi è stato distribuito un volantino con una mappa della città universitaria e il programma delle giornate di incontri e dibattiti, che si terranno su temi come didattica, welfare e diritto allo studio, formazione e lavoro. Stamani si è tenuta un’assemblea all’aperto, davanti all’aula magna del Rettorato; ai microfoni, di fronte alla giovane platea, si sono alternati studenti e ricercatori: “Abbiamo voglia di cominciare a sperimentare, sperare e cambiare. L’unica riforma è quella scritta e praticata tutti i giorni da tutti noi” ha detto una studentessa. “Siamo il primo fronte di opposizione sociale al governo Berlusconi – ha aggiunto un ricercatore – senza di noi non si sarebbe mosso niente, se ci fermiamo la protesta nel Paese non andrà avanti, bisogna allargare e generalizzare lo sciopero”. Tra gli interventi, anche quello di uno studente arrivato per l’occasione dalla Germania, che ha portato la solidarietà e il saluto degli universitari di Berlino, Monaco e altre città tedesche, “dove anche lì la protesta sta crescendo”. E’ invece terminata la protesta degli studenti catanesi, che da ieri occupavano il rettorato dell’università della città etnea per denunciare la “linea politica del rettore e del senato accademico, che non hanno espresso contrarietà alla trasformazione degli atenei in fondazioni”. Continua, nel frattempo, la mobilitazione contro le iniziative del ministro dell’istruzione nella scuola: a Trieste insegnanti della scuola primaria e genitori raccolgono in piazza le firme contro il maestro unico. Finora sono arrivati a quota 5.000, ma l’iniziativa continuerà fino al 30 novembre. Gelmini oggi ha approfittato della platea dei Circoli del buongoverno, a Montecatini, per ribadire le sue posizioni. “Il diritto allo studio non si attua con l’università sotto casa oppure moltiplicando gli insegnamenti” ha detto, sottolineando che “l’offerta formativa deve tener conto delle esigenze del mondo del lavoro”. “Per dare nuovi finanziamenti all’università – ha spiegato – tenteremo nuovi percorsi: spero in un grande coinvolgimento delle imprese, ma deve essere chiaro che questo non significa privatizzazione. Stiamo faticando a trovare risorse, nel pubblico come nel privato. Ma non possiamo arrenderci a restare tra gli ultimi posti nel mondo come qualità” ha aggiunto, ricordando che la nostra prima università si colloca al 192.mo posto nella classifica mondiale. Il ministro si è detto orgoglioso del suo decreto legge sull’università e la ricerca, ribadendo che l’obiettivo del governo è “una riforma universitaria che punti ai meriti degli studenti e alla funzionalità dei corsi”. “Dobbiamo avere il coraggio di cambiare, mettendo da parte la paura – ha detto ancora – chi sta con i giovani non può che percorrere strade nuove”. |

