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Olps

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Ruolo Creativo

CREATIVI - Informazioni aggiuntive

Autobiografia Studentessa (fuori-corso) all'Università di Bologna, UniBo, Uniboh o Uniboom, a seconda dei casi. Scienze della Comunicazione. Nel piano di studi, nanche un esame di letteratura e, in compenso, un esame di Economia politica che mi porto dietro da quattro anni perché totalmente negata nel fare ciò che non mi piace. Al Liceo mi si diceva sempre: "nella vita non puoi fare solo quello che ti piace!". Mi veniva e mi viene tutt'ora da rispondere: No? Sono le 2.00. Poco fa ho spento la luce, con la speranza di dormire. Letto, cuscino e lenzuola non sono per niente buoni compagni di sonno. Mi piace scrivere. Credo che sia l'unica cosa in grado di farmi davvero rilassare. Ma non è una gran cosa svegliarsi di notte e accendere il pc per parlare con una pagina word bianca che pian piano si riempie assecondando ogni mio pensiero. Come mi facesse l'eco. Pare una presa in giro. Scrivere in momenti come questo mi spaventa. Mi spaventa perché in realtà credo non sia altro che un modo tragico per sfogare le mie tensioni, paure, ansie. Che sono tante. E mi spaventa soprattutto quando sento che lo sto facendo senza autocensura. Generalmente cerco di mettere un filtro tra me e il foglio. Perché non ci riesco a scoprirmi troppo. Non riesco a scoprirmi troppo non con un eventuale lettore, ma con me stessa. Perché rileggere il mio dolore, come rileggere la mia gioia, in momenti e quindi in stati mentali diversi, non sempre mi fa bene. Lo que non me mata me fortifica, si dice. Lo que non me mata me frantuma (ibrido, non conosco lo spagnolo), sembra più adatto a me. Ci nasciamo così. Chi nasce sereno, chi nasce sbilanciato. E poi mi vengono i sensi di colpa ché dico: c'è gente che muore di fame! Forse m'indigno perché è umano indignarsi? Io non sto morendo di fame. Forse l'indignazione, o la commozione, in relazione a certi fatti che vedo, nascono soltanto dal naturale egoismo che vorrebbe non dover mai vedere me in certe condizioni. Forse se non corressi il pericolo di perdere qualcuno a me caro, non mi commuoverebbero le perdite altrui. E addirittura dicono alcuni che sono una tipa simpatica. Però di frequente capita che la gente rida alle mie affermazioni serie e prenda sul serio i miei slanci d'ironia. In un modo o nell'altro, spesso stimolo l'ilarità altrui. "A che parlo, se nessuno ha i miei orecchi!" qualcuno l'ha detto, e quoto. Oltre a scrivere, parlare e far ridere la gente che mi fraintende, so fare bene poco. I miei mi mantengono da sempre ed io fondamentalmente non gli ho mai dato una soddisfazione reale. Tranne forse, quando sono arrivata terza alla gara di canto in parrocchia. Ma c'avrò avuto 12 anni. Mi piace il writing, li chiamano vandali, e ce ne sono tanti. Ma c'è gente che fa un sacco di belle cose. Sono innamorata di Banksy e v'invito a cercare qualcosa di suo quando avete tempo. Sono innamorata pure di Alex Del Piero, Oscar Wilde, Gabriele D'annunzio e Cetto Laqualunque. Vabè, la lista dei miei amori è infinita! Se non c'è bello nel reale, o comunque quel che di bello c'è è solo contingente, almeno ci sono le immagini del bello e alcune di esse, per nostra gioia, sono eterne (qui non mi riferisco ad Alex Del Piero, né a Cetto). Bene. Scrivere un'autobiografia a 22 anni devo dire, mi fa sentire avantissimo.
Segno zodiacale acquario
Canzone preferita Canzone delle domande consuete
Cantante preferito De andrè/Guccini
La cosa che mi piace di più Il sole che brucia sulla schiena
... e quella che mi piace meno Il sole che mi ustiona la schiena
Una sera a teatro per... Wilde/Pirandello

Competenze

Media e comunicazione (radio, giornali, televisione, testate on-line)
Scrittore/scrittrice (narrativa, poesia, saggistica, blog, ecc.)


Blog

From end to start

Maggio 8th, 2010 by olps

Ad un tratto aprì gli occhi. D’impatto, come se qualcosa o qualcuno l’avesse d’improvviso spintonata e costretta a svegliarsi. Dalle fessure della finestra entrava un po’ di luce e il cinguettìo degli uccelli accompagnava la fresca e silenziosa alba bolognese. Rimase immobile ad ascoltare l’unico suono in grado di non disturbarla a quell’ora del mattino, e richiuse gli occhi quasi a volerne  risucchiare tutta la dolcezza senza lasciare che gli altri sensi s’intrapponessero e ne intralciassero l’armonia. Durò un istante. Era inutile (e lo sapeva) chiudere gli occhi nell’illusione di non vedere. Ed infatti il dolce suono iniziò presto a svanire, l’udito a narcotizzarsi e vide l’immagine di lui come una fotografia nitida davanti a sé. E come d’incanto quella fotografia si trasformò in una serie di diapositive che iniziarono a scorrere dirompenti davanti ai suoi occhi serrati. E iniziò a rincorrere quelle immagini. Voleva proiettarsi nuovamente dentro quei momenti ormai lontani. Residenti nel passato. Annullati dal presente. Correva immobile sul letto. Correva all’indietro. Voleva ritoccarlo, risentire quell’astratto contatto ormai svanito. Voleva che quelle labbra di nuovo sfiorassero le sue, vibrare nell’orgasmica poesia dell’istante inesauribile che aveva preceduto quel bacio, quei baci che mai erano stati abbastanza. Voleva che quell’immagine prendesse nuovamente forma reale, tangibile. Poterlo accarezzare di nuovo, poter rivolgere nuovamente lo sguardo a quegli occhi, i più belli che mai l’avessero guardata. Voleva poter nuovamente annullare ogni cosa intorno a sé, delimitare lo spazio della sua mente, e intrappolare se stessa nell’unica gabbia in cui era finalmente riuscita a sentirsi libera.
Tese la mano d’istinto e strinse il lenzuolo, si rattrappì nel letto troppo grande per una sola persona. L’avrebbe voluto lì, sentire il suo respiro, il suo odore. Soffocava. Tremava. Piangeva. Era sola. Stringeva forte le mani sulle tempie quasi a voler fermare così gli infiniti ricordi, gli infiniti pensieri. L’infinita paura di non poter dimenticare.

Di non voler dimenticare.

Ciao mondo!

Maggio 7th, 2010 by olps

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